(Dai macabri crimini del Wisconsin al capolavoro di Hitchcock, fino al fenomeno Monster di Ryan Murphy: l’ossessione che continua a stregare lo schermo)
Quando pensiamo a Psycho, la nostra mente va subito alla celebre scena della doccia, al motivo di archi stridenti composto da Bernard Herrmann e all’inquietante e solitario Bates Motel. Tuttavia, la figura di Norman Bates, uno dei cattivi più iconici della storia della settima arte, non è un’invenzione di pura fantasia. La sua genesi affonda le radici in uno dei casi di cronaca nera più macabri e sconvolgenti dell’America degli anni Cinquanta: la storia di Ed Gein.
L’orrore scoperto a Plainfield e i dettagli raccapriccianti
Nel novembre del 1957, la polizia di una tranquilla cittadina rurale del Wisconsin fa una scoperta agghiacciante all’interno di una fattoria isolata. Cercando la proprietaria di un ferramenta locale misteriosamente scomparsa, Bernice Worden, gli agenti si trovano di fronte a una vera e propria fattoria degli orrori. Ed Gein, un uomo apparentemente innocuo, timido e schivo, aveva trasformato la propria abitazione in un laboratorio d’anatomia macabro.
la confessione da brividi
Oltre a confessare due omicidi, Gein rivela di aver dissotterrato per anni i cadaveri di donne di mezza età dai cimiteri locali per creare arredi e capi d’abbigliamento in pelle umana. Una delle curiosità meno note riguarda il destino della sua casa: nel 1958, proprio mentre l’immobile stava per essere messo all’asta ed essere trasformato in un’attrazione turistica macabra, la fattoria andò misteriosamente distrutta in un incendio doloso. Quando Gein venne informato del rogo mentre era ricoverato in manicomio, la sua unica reazione fu un gelido e indifferente: “Bene così”.
Il legame malsano con la madre Augusta
Ciò che ha reso il caso di Ed Gein un punto di svolta nella psicologia criminale è stato proprio il suo rapporto morboso e ossessivo con la figura materna. Sua madre Augusta, una donna fanatica e oppressiva, aveva cresciuto Ed isolandolo dal mondo e instillandogli l’idea che tutte le altre donne fossero creature sgradevoli e peccaminose.
Alla morte di Augusta, Gein non è mai riuscito ad accettare il lutto. Ha preservato intatta e sigillata la stanza della madre mentre il resto della casa cadeva nel degrado assoluto, iniziando a sviluppare il desiderio nevrotico di “diventare” sua madre, indossandone letteralmente le spoglie.
Dal romanzo di Robert Bloch al capolavoro di Hitchcock

All’epoca dei fatti, lo scrittore Robert Bloch viveva a sole 35 miglia da Plainfield. Rimanendo folgorato dalla vicenda e notando come un uomo dall’aspetto del tutto comune potesse nascondere mostruosità simili, Bloch scrive nel 1959 il romanzo Psycho. L’autore intuì perfettamente la dinamica psicologica della madre dominante e della mente spezzata del figlio.
Un anno dopo, Alfred Hitchcock acquista segretamente i diritti del libro per pochissimi dollari e li trasforma in un film d’epoca. L’angusto Bates Motel diventa la trasposizione visiva della fattoria di Gein, e l’interpretazione di Anthony Perkins regala al pubblico un Norman Bates apparentemente gentile, vulnerabile, ma irrimediabilmente condannato dall’ombra di sua madre.
Cosa vedere oggi: la serie TV per chi ama la storia di Ed Gein

Per chi vuole approfondire la figura del macellaio di Plainfield sul piccolo schermo, la visione imprescindibile resta Monster: La storia di Ed Gein, il nuovo capitolo della celebre serie antologica targata Ryan Murphy per Netflix. Dopo i successi dedicati a Jeffrey Dahmer e ai fratelli Menendez, la serie sceglie di raccontare proprio la genesi del male originale, esplorando l’infanzia di Ed, il fascino morboso che la sua storia ha esercitato su Hollywood e la genesi stessa di film come Psycho e Non aprite quella porta.
Con una straordinaria interpretazione di Charlie Hunnam nei panni di Ed Gein e Laurie Metcalf nel ruolo dell’oppressiva madre Augusta, la serie si rivela il tassello perfetto per chi desidera capire come un singolo uomo del Wisconsin sia riuscito a plasmare l’immaginario horror moderno.
Fonte: Elisa true crime


