Se oggi si passa qualche minuto su TikTok o Instagram, è facile imbattersi in Patrick Bateman. Il suo volto compare ovunque: nei meme sulla disciplina personale, nei video dedicati alla palestra, nelle routine di skincare e nei contenuti che celebrano il successo a ogni costo. Eppure c’è qualcosa di paradossale in questa trasformazione. American Psycho, in realtà, cercava di mostrare cosa può accadere quando l’immagine diventa più importante della persona che si nasconde dietro di essa.
Patrick Bateman e la ricerca di un’identità
Nel mondo raccontato da American Psycho, quasi tutto ruota attorno all’apparenza. I vestiti giusti, il ristorante giusto, il biglietto da visita giusto. Ogni dettaglio sembra avere più valore delle persone stesse e Patrick Bateman vive immerso in questa realtà e cerca disperatamente di adattarsi alle sue regole. Il problema è che dietro la perfezione che mostra agli altri non sembra esserci molto altro. Bateman passa le giornate a inseguire standard impossibili, confrontandosi continuamente con chi gli sta intorno. Vuole essere il più elegante, il più ammirato, il più desiderato, ma ogni traguardo raggiunto lascia spazio a un nuovo vuoto.
È proprio qui che il personaggio diventa interessante. La sua violenza nasce anche dal bisogno di sentirsi vivo in un mondo che gli ha insegnato a misurare il proprio valore attraverso ciò che possiede e attraverso l’impressione che riesce a dare agli altri.
Lo sguardo di Mary Harron
Gran parte della forza del film deriva dalla regia di Mary Harron. Pur raccontando la storia di un serial killer, la regista evita di trasformare Bateman in una figura affascinante o misteriosa. Lo osserva invece nelle sue fragilità, nelle sue insicurezze e nei suoi comportamenti spesso ridicoli. Molte delle scene più famose funzionano proprio per questo motivo. Quando Bateman parla con entusiasmo della musica pop o si lascia andare a lunghi monologhi su artisti e album, sembra voler dimostrare continuamente qualcosa. Cerca approvazione, cerca riconoscimento, cerca un modo per apparire interessante agli occhi degli altri.
Dietro la sicurezza che esibisce, però, emerge spesso un uomo incapace di costruire relazioni autentiche e di trovare un senso stabile alla propria esistenza. Il film riesce a essere inquietante proprio perché mostra quanto questa fragilità possa nascondersi dietro una facciata apparentemente impeccabile.
Il finale e la confessione che non cambia nulla
Una delle domande che accompagna da sempre American Psycho riguarda il finale: gli omicidi commessi da Bateman sono realmente avvenuti oppure sono il prodotto della sua mente? Il film lascia volutamente aperta questa possibilità, ma la parte più significativa arriva dopo. Quando Bateman prova a confessare ciò che ha fatto, nessuno sembra davvero ascoltarlo. Le sue parole si perdono nel rumore di un ambiente che continua a guardare altrove.
In quel momento emerge uno dei temi più forti dell’opera, quella che se i crimini siano reali o immaginati, il risultato non cambia. Le persone che circondano Bateman sono così concentrate su se stesse da non accorgersi di ciò che accade davanti ai loro occhi. Nessuno presta attenzione agli altri abbastanza a lungo da comprenderli davvero. La sua confessione diventa quindi qualcosa di più di una semplice ammissione di colpa, diventa il tentativo disperato di essere visto per quello che è ed il fatto che fallisca rende il finale ancora più amaro.
American Psycho aveva capito qualcosa prima dei social

Riguardare American Psycho oggi significa accorgersi di quanto il film fosse in anticipo sui tempi. Patrick Bateman vive in funzione dello sguardo degli altri. Ogni scelta, dal corpo che scolpisce in palestra ai ristoranti che frequenta, serve a costruire un’immagine precisa da esibire al mondo. La differenza è che nel 2000 quel comportamento appariva estremo. Oggi è diventato familiare. I social network hanno trasformato milioni di persone nei curatori della propria immagine pubblica, spingendole a raccontare una versione selezionata della propria vita.
Perché il film continua a essere attuale
Per questo American Psycho continua a parlare al presente, perché aveva già individuato una domanda che resta aperta ancora oggi: cosa succede quando il valore di una persona dipende soprattutto da come viene percepita dagli altri?
Dietro la satira, la violenza e l’umorismo nero, il film continua a colpire per questo motivo. Patrick Bateman non è inquietante soltanto per quello che fa. Lo è perché vive in un mondo che gli ha insegnato a confondere l’identità con l’immagine. E guardandoci intorno, è difficile dire che quel mondo sia davvero scomparso.
Fonti: Wikipedia


