Dall’inerzia di gennaio alla favola scura di dicembre: come il cinema ha già scritto la sceneggiatura della nostra vita.
I calendari contano i giorni, il cinema ne racconta le ossessioni. L’anno è un arco narrativo fatto di slanci improvvisi, crisi silenziose, ripartenze forzate e nostalgie che tornano puntuali. Ogni stagione sembra avere un genere cinematografico tutto suo e, a pensarci bene, c’è sempre un film capace di raccontare esattamente quello che stiamo vivendo.
Abbiamo provato a costruire una mappa emotiva dell’anno attraverso dodici film che, ognuno a modo suo, sembrano aver già scritto la sceneggiatura dei nostri 365 giorni.
Gennaio: L’inerzia della ripartenza

L’anno comincia, ma spesso le energie restano ferme. Si esce di casa quando è ancora buio, i buoni propositi iniziano già a vacillare e ogni giornata sembra la copia della precedente. Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen racconta perfettamente questa sensazione di immobilità: quella di continuare a camminare anche quando sembra impossibile andare davvero da qualche parte.
Febbraio: L’amore che fa male

Febbraio è il mese che ci ricorda quanto sia difficile lasciar andare qualcuno. Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry parte da un’idea impossibile, cancellare una relazione dalla memoria, per raccontare una verità molto più semplice: siamo fatti anche delle persone che abbiamo perso. E forse è proprio questo a rendere certi ricordi impossibili da dimenticare.
Marzo: Il momento in cui ci chiedono di rifiorire

La primavera arriva e, con lei, la sensazione di dover essere improvvisamente migliori. Più produttivi, più motivati e più presenti. Il cigno nero di Darren Aronofsky trasforma questa pressione in un’ossessione, raccontando quanto possa essere pericoloso inseguire un’idea irraggiungibile di perfezione.
Aprile: La voglia improvvisa di cambiare tutto

Basta una giornata di sole perché la routine inizi a sembrare una gabbia. The Truman Show di Peter Weir racconta quel momento preciso in cui qualcosa si incrina e nasce il dubbio che la vita che stiamo vivendo non sia davvero quella che vogliamo. È il mese delle fughe immaginate, delle decisioni rimandate e della voglia di ricominciare altrove.
Maggio: L’ultima estate prima di diventare grandi

Maggio ha il sapore delle possibilità. Le giornate si allungano, le notti sembrano promettere qualcosa e, per un attimo, tutto appare ancora aperto. La vita è un sogno di Richard Linklater cattura proprio quell’istante sospeso tra adolescenza e futuro, quando ogni scelta sembra poter cambiare il resto della nostra vita.
Giugno: Quando perfino la luce fa paura

Siamo abituati ad associare l’orrore al buio, ma Midsommar di Ari Aster dimostra il contrario. Giugno è il mese in cui il sole sembra non tramontare mai e proprio quella luce costante finisce per mettere a nudo ciò che normalmente preferiremmo ignorare. L’estate inizia come una promessa e si trasforma lentamente in qualcosa di molto più inquietante.
Luglio: Il divertimento a tutti i costi

Luglio è la stagione degli eccessi. Bisogna uscire, viaggiare, fare tardi e riempire ogni giornata di esperienze. Spring Breakers di Harmony Korine racconta cosa succede quando il divertimento smette di essere una scelta e diventa quasi un obbligo. Dietro i colori al neon e la musica assordante resta una sottile inquietudine che cresce scena dopo scena.
Agosto: Quando il silenzio diventa sospetto
Le città si svuotano, il caldo rallenta ogni cosa e il tempo sembra dilatarsi. È proprio in quel vuoto che nasce la paranoia raccontata ne La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock. Basta una finestra aperta, un vicino troppo silenzioso o una giornata trascorsa senza fare nulla perché la mente inizi a costruire storie dove forse non ce ne sono.
Settembre: Il vero Capodanno

Più che gennaio, è settembre il mese delle ripartenze. Finiscono le vacanze e ricomincia la corsa. Whiplash di Damien Chazelle racconta perfettamente questa fame di riscatto, quella sensazione che per ottenere qualcosa bisogna spingersi sempre un po’ più in là, anche quando il prezzo da pagare diventa altissimo.
Ottobre: Quando la realtà comincia a incrinarsi

Le giornate si accorciano, le ombre si allungano e tutto sembra assumere un significato diverso. Donnie Darko di Richard Kelly è il film perfetto per raccontare quel sottile disagio che accompagna l’autunno, quando il confine tra ciò che è reale e ciò che immaginiamo diventa sempre più difficile da distinguere.
Novembre: La città non si sente mai così grande

Pioggia, neon e strade quasi deserte. Novembre è il mese in cui anche i luoghi più familiari sembrano improvvisamente estranei. Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve trasforma questa sensazione in immagini di rara bellezza, raccontando la ricerca di un’identità in un mondo sempre più freddo, silenzioso e impersonale.
Dicembre: Tornare bambini, con tutta la malinconia che comporta

Dicembre è il mese delle luci, delle riunioni di famiglia e dei ricordi. Ma non tutti riescono a sentirsi davvero a casa. Edward mani di forbice di Tim Burton racconta la malinconia di chi vorrebbe avvicinarsi agli altri senza rischiare di ferirli, trasformando il Natale in una favola dolceamara dove la diversità diventa la più grande forma di umanità.
Forse è anche per questo che continuiamo a tornare al cinema. Perché, senza accorgercene, qualcuno ha già raccontato quel gennaio che sembrava infinito, quel settembre in cui volevamo ricominciare da zero o quel dicembre in cui cercavamo semplicemente un posto da chiamare casa. Cambiano gli anni, cambiano i calendari, ma certe emozioni trovano sempre lo stesso schermo.
Fonti: Wikipedia, Reddit,Nerdando, Apple tv, Mymovies, BIM film, Movieplayer


