(Spoiler: nessuno sa davvero cosa sta facendo.)
Da bambini era tutto semplicissimo, a trent’anni avremmo avuto un lavoro che amiamo, una casa arredata con gusto, una relazione stabile e la risposta a qualsiasi domanda esistenziale. Poi i trent’anni sono arrivati davvero. Abbiamo scoperto che si può cambiare idea sul lavoro almeno tre volte in un anno, che ordinare qualcosa per cena conta come cucinare e che la frase “ci sentiamo per un aperitivo” può trasformarsi in un appuntamento fissato due mesi dopo.
La buona notizia? Il cinema ci aveva avvisati da tempo. Tra commedie romantiche, drammi e coming-of-age per adulti, i trentenni sul grande schermo sono quasi sempre persone che cercano semplicemente di capire come funziona la vita.
30 anni in un secondo : Crescere non era proprio questo
Da piccoli volevamo solo diventare grandi. Jenna ci riesce in una notte e scopre che avere trent’anni va oltre il sentirsi adulti, ma il ritrovarsi improvvisamente con responsabilità che nessuno ti aveva spiegato. È il film perfetto per chi, ancora oggi, entra in banca sperando che ci sia un “adulto vero” a risolvere la situazione.
Il diario di Bridget Jones : Il confronto con gli altri e’ continuo
“Allora, sei fidanzata?” Probabilmente basta questa domanda per evocare qualsiasi cena di famiglia. Bridget Jones vive costantemente con la sensazione di essere in ritardo rispetto agli altri. C’è sempre qualcuno con una carriera migliore, una relazione più stabile o una vita apparentemente perfetta. Eppure è proprio la sua imperfezione a renderla uno dei personaggi più amati del cinema.
40 anni vergine : Sentirsi fuori tempo massimo

Dietro il film di Judd Apatow si nasconde la paura comune di pensare di essere rimasti indietro. Non importa se si parla di relazioni, lavoro o esperienze di vita. Prima o poi arriva il momento in cui ci chiediamo se tutti abbiano ricevuto un manuale d’istruzioni tranne noi.
Crazy, Stupid, Love: L’amore è molto più complicato delle commedie romantiche

Da adolescenti sembrava tutto semplice e pensavamo che bastava trovare la persona giusta e il resto veniva da sé. Poi cresci e scopri che anche le relazioni più solide possono entrare in crisi, che ricominciare fa paura e che l’amore non segue quasi mai il copione che ci eravamo immaginati.
La La Land : Inseguire un sogno o pagare l’affitto?

A un certo punto arriva una domanda che molti trentenni conoscono bene: quanto siamo disposti a sacrificare per diventare la persona che abbiamo sempre immaginato? Mia e Sebastian inseguono due sogni romantici e quasi fuori dal tempo: lei vuole diventare un’attrice, lui vuole riportare in vita il jazz. Ma La La Land racconta il momento in cui capiamo che anche i sogni più belli hanno un prezzo.
Crescere significa spesso scegliere. Significa accettare compromessi, cambiare strada, rinunciare a qualcosa senza sapere se quella rinuncia ci renderà davvero felici. Il film di Damien Chazelle parla proprio di quella zona grigia in cui non esistono vincitori o sconfitti, ma solo persone che cercano di capire quale versione di sé vogliono diventare.
Julie & Julia: Non esiste un’età giusta per ricominciare
Ci convinciamo spesso che entro una certa età dovremmo aver capito tutto, ma Julie Powell ci dimostra il contrario. Basta una passione, una decisione presa quasi per gioco e la voglia di rimettersi in discussione per cambiare completamente prospettiva.
Single ma non troppo: Mentre tutti si sistemano
C’è sempre qualcuno che annuncia un matrimonio, una convivenza o un figlio in arrivo. E, puntualmente, arriva anche la domanda: “E tu?”. Single ma non troppo gioca con una delle ansie più comuni dei trentenni: la sensazione che tutti stiano andando avanti mentre tu sei ancora lì a capire cosa vuoi davvero. Con leggerezza e ironia, il film ricorda che non esiste una tabella di marcia valida per tutti e che confrontare la propria vita con quella degli altri è quasi sempre il modo più veloce per sentirsi in ritardo.
The Intern : Quando ricominciare non ha età

Uno degli errori più comuni quando si parla di crescita è pensare che la vita abbia una sola direzione possibile. Prima studi, poi lavori, poi raggiungi un equilibrio e tutto dovrebbe andare secondo programma. The Intern racconta invece la possibilità di reinventarsi anche quando il percorso sembra già scritto. Ben Whittaker, interpretato da Robert De Niro, decide di rimettersi in gioco entrando come stagista in una giovane azienda guidata da Jules Ostin (Anne Hathaway), creando un incontro tra due generazioni con idee molto diverse sul lavoro, sul successo e sulle priorità della vita.
Dietro il tono da commedia c’è una riflessione ancora attuale: come si conciliano ambizione e vita privata? Quanto spazio resta per la famiglia quando la carriera diventa parte della propria identità? E perché queste domande continuano a riguardare soprattutto le donne, ma coinvolgono sempre di più anche gli uomini? Forse crescere significa anche questo: capire che non esiste un momento preciso in cui si smette di cambiare.
Alla fine il cinema ci aveva avvisati
I trent’anni non sono il momento in cui improvvisamente capisci tutto, ma quelli in cui inizi ad accettare che probabilmente nessuno ha davvero la situazione sotto controllo. Il cinema ci racconta questa fase da decenni attraverso figuracce, cambi di rotta, storie d’amore complicate e sogni che prendono strade inaspettate e ci ricorda che crescere non significa avere tutte le risposte.
Forse ci ricorda semplicemente che bisogna continuare a farsi domande, magari ridendoci sopra un po’ di più.
Fonti: The Penn movie goer, Mymovies


