Crunchyroll ha trasformato il suo store in un club esclusivo. Il collezionismo anime adesso è un lusso per pochi.

Dal 14 agosto 2026, acquistare merchandise, home video e manga sul negozio ufficiale di Crunchyroll richiederà un abbonamento Mega Fan o Ultimate Fan. Chi paga meno potrà solo guardare la vetrina. Chi non paga nulla resterà fuori. La proprietà dell’azienda è la stessa che ha appena annunciato la fine dei dischi PlayStation.

Il 14 agosto 2026 Crunchyroll inaugurerà il suo nuovo store. La data è ufficiale. I prezzi sono: Fan da 9,99 dollari al mese, Mega Fan da 13,99, Ultimate Fan da 17,99. La novità è che per acquistare qualsiasi prodotto bisognerà essere abbonati almeno al livello Mega Fan. Chi resta al piano base potrà ancora navigare il catalogo, sfogliare le collezioni, guardare le anteprime. Semplicemente, non potrà comprare nulla. Chi non ha alcun abbonamento non potrà né navigare né acquistare. Crunchyroll ha confermato la scelta a GamesRadar+ con una precisazione che è un piccolo capolavoro di cinismo aziendale: non si tratta di un paywall, ma di una vetrina. Puoi guardare cosa compreresti se facessi l’upgrade.

La reazione online è stata immediata e feroce. Kotaku ha raccolto appelli al boicottaggio. Thread massicci su Reddit, dalle comunità da r/Crunchyroll a r/anime fino a r/TwoBestFriendsPlay, hanno fatto circolare una parola chiave: “enshittification“, il processo per cui una piattaforma peggiora progressivamente l’esperienza dell’utente per estrarre più valore. La formula è semplice: prima attiri gli utenti con un servizio conveniente, poi inizi a strizzarlo per massimizzare il profitto. Crunchyroll, da tempo, sta percorrendo questa strada.

La svendita del passato

La decisione arriva nel mezzo di una svendita estiva con sconti del 50% su articoli selezionati, cofanetti steelbook Blu-ray a prezzi finali, come se la piattaforma volesse svuotare i magazzini prima di alzare il ponte levatoio. Il simbolismo è potente: il vecchio store, accessibile a tutti, chiude con i saldi. Il nuovo store, accessibile solo agli abbonati premium, apre due settimane dopo. Questo passaggio rafforza la traiettoria di un’intera industria, con Crunchyroll in prima linea in questa evoluzione.

Crunchyroll aveva acquisito Right Stuf International nel 2023, dopo che Funimation era stata comprata da Sony nel 2021, rilevandola da AT&T. Right Stuf era il punto di riferimento per l’home video anime in America, un negozio che vendeva edizioni fisiche da decenni, con un catalogo che copriva intere generazioni di appassionati. Crunchyroll l’ha assorbita, e adesso ne mette i resti dietro un paywall. Il passaggio da “per tutti” a “per chi può pagare di più” è la traiettoria di un’intera industria, e Crunchyroll la sta percorrendo più velocemente di chiunque altro.

Il contesto Sony

Crunchyroll ha trasformato il suo store in un club esclusivo. Il collezionismo anime è adesso un lusso per pochi.
(TheMovieDataBase/Kodansha)

Crunchyroll è di proprietà di Sony. Lo stesso giorno in cui la piattaforma anime annunciava il suo nuovo store a pagamento, Sony pubblicava sul PlayStation Blog la notizia che dal gennaio 2028 i giochi PlayStation saranno solo digitali. Niente dischi. Niente scatole. Niente supporto tangibile. Pochi giorni prima, Rockstar Games aveva confermato che Grand Theft Auto 6 sarà digitale anche su PS5: la confezione fisica conterrà solo un codice di download. Sony ha semplicemente ufficializzato una direzione che il mercato aveva già preso.

A gennaio 2025, Sony aveva già annunciato la fine della produzione di Blu-ray registrabili, MiniDisc, MD Data e cassette MiniDV. A febbraio 2026 aveva confermato la fine della produzione di lettori e registratori Blu-ray con player integrato. Questi annunci riguardano principalmente il mercato giapponese e i supporti vergini per la registrazione, non i dischi pressati per film e videogiochi. Sono un fronte adiacente, non identico. Ma rientrano nello stesso pattern pluriennale: un’azienda che si sta ritirando dal tangibile su ogni fronte disponibile, un passo dopo l’altro, senza annunciarlo mai come strategia unitaria.

Il caso Crunchyroll è il più interessante perché colpisce una comunità già abituata al collezionismo fisico. Gli appassionati di anime comprano edizioni limitate, cofanetti e steelbook. Right Stuf era il loro negozio di fiducia. Adesso quel negozio chiude e riapre con un costosissimo biglietto d’ingresso. Il paradosso è evidente: Crunchyroll è nata come piattaforma di streaming, ha assorbito il più grande rivenditore fisico di anime, e adesso usa quell’eredità per spingere gli abbonamenti premium. Il collezionismo diventa un lusso per pochi e la proprietà dei media diventa un privilegio a pagamento.

La fine di un’era?

Una voce scettica, emersa su ResetEra e Reddit, offre un contrappunto: il negozio era già morto, il traffico era minimo, e la mossa di Crunchyroll è solo il certificato di sepoltura di qualcosa che aveva smesso di funzionare da tempo. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. Crunchyroll sta trasformando il suo store in un benefit esclusivo per gli abbonati premium, strizzando le ultime gocce di valore da un business che da solo non stava più in piedi.

Quando l’accesso diventa affitto revocabile, la memoria audiovisiva smette di appartenere a chi la consuma. Appartiene a chi possiede il server. Sony lo ha capito. Crunchyroll lo sta applicando. Il 14 agosto, quando il nuovo store aprirà i battenti, gli appassionati di anime dovranno decidere se pagare il biglietto d’ingresso o restare fuori dalla vetrina. E la vetrina, per ora, è l’unica cosa che resta.

Fonti:

GamesRadar+

Some Anime Fans Call For Boycott As Crunchyroll Nukes Store And Locks Physical Merch Behind A Paywall (Kotaku)

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