8 film che avevano un finale completamente diverso (e che non abbiamo mai visto al cinema)

8 film che avevano un finale completamente diverso (e che non abbiamo mai visto al cinema)

Il finale è spesso il momento che ricordiamo di più di un film. È quello che ci lascia senza parole, ci emoziona o cambia completamente il significato della storia. Eppure, quello arrivato nelle sale non è sempre il finale immaginato dagli autori. Nel corso degli anni, molti registi hanno riscritto gli ultimi minuti dei loro film. Alcuni finali sono stati modificati dopo le proiezioni di prova, altri sono stati eliminati in fase di montaggio e altri ancora sostituiti perché ritenuti troppo cupi o poco adatti al grande pubblico.

Il risultato? Scene mai viste al cinema e che, in alcuni casi, avrebbero cambiato completamente il destino del film.

Titanic (1997): il diamante non era un segreto

Rose nella scena finale del Titanic
Immagine estratta dal video Youtube

Nel finale che tutti conosciamo, Rose lascia cadere il Cuore dell’Oceano nell’Atlantico in un momento intimo e silenzioso, lontano dagli occhi di tutti. James Cameron, però, aveva girato una scena molto diversa. In quella versione Brock Lovett e il resto della spedizione assistono al gesto di Rose e cercano persino di convincerla a consegnare il prezioso diamante. Solo dopo un breve confronto, l’anziana protagonista decide comunque di gettarlo in mare.

Il regista eliminò quella sequenza perché riteneva che spiegasse troppo e togliesse forza emotiva all’ultima scena.

Io sono leggenda (2007): il vero mostro era un altro

io sono Leggenda
Immagine concessa da Hynerd

Il finale di Io sono Leggenda, arrivato al cinema mostra Robert Neville sacrificarsi per salvare Anna ed Ethan e consegnare loro la cura contro il virus. Nel finale alternativo ufficiale, invece, Neville comprende che i Darkseekers non sono semplici creature violente. Stanno cercando di recuperare una loro compagna, catturata durante gli esperimenti.

Resosi conto di essere lui il “mostro” ai loro occhi, Neville libera la prigioniera e lascia il laboratorio. Una conclusione molto più vicina al romanzo di Richard Matheson e che, secondo quanto emerso negli ultimi anni, sarà anche il punto di partenza del sequel.

Get Out (2017): Chris finiva in prigione

Chris in Get Out
Immagine concessa da Mubi

Jordan Peele aveva inizialmente immaginato un finale molto più amaro. Dopo essere sopravvissuto agli orrori della famiglia Armitage, Chris veniva arrestato e condannato, nonostante fosse la vittima della vicenda. Un epilogo pensato per riflettere sulle ingiustizie del sistema giudiziario americano.

Durante le proiezioni di prova, però, il regista capì che il pubblico aveva bisogno di una conclusione più liberatoria e scelse il finale che tutti conosciamo, con l’arrivo dell’amico Rod.

Little Shop of Horrors (1986): quando i mostri vincono davvero

Little Shop of Horrors (1986)
Immagine concessa da Intofilm

Chi conosce il musical originale sa che la storia termina in modo decisamente più tragico. Anche il film era stato girato con quel finale: Audrey II sopravviveva, distruggeva la città e finiva per conquistare il mondo. La spettacolare sequenza richiese mesi di lavoro e un investimento enorme.

Le reazioni del pubblico durante le proiezioni di prova, però, convinsero la produzione a cambiare tutto. Il finale venne rigirato e i protagonisti ebbero un destino molto più felice.

Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991): il futuro era già scritto

Terminator 2
Immagine concessa da Wikipedia

Tra le scene eliminate più famose c’è quella che mostrava Sarah Connor ormai anziana. Seduta su una panchina, osservava John giocare con sua figlia mentre raccontava che il Giorno del Giudizio non era mai arrivato. L’umanità aveva finalmente evitato la guerra contro le macchine.

James Cameron preferì eliminarla per lasciare il futuro aperto e permettere agli spettatori di immaginare da soli cosa sarebbe successo.

The Butterfly Effect (2004): uno dei finali più scioccanti di Hollywood

The Butterfly Effect (2004)
Immagine concessa da ScreenRant

Il finale distribuito al cinema vede Evan rinunciare al suo amore per Kayleigh pur di permetterle una vita migliore. Nel Director’s Cut la scelta è molto più estrema. Tornando indietro nel tempo fino al grembo materno, Evan decide di non nascere, convinto che la sua esistenza porti soltanto sofferenza alle persone che ama.

Una conclusione che cambia completamente il significato del film e che ancora oggi divide gli spettatori.

First Blood (1982): Rambo doveva morire

Rambo
Immagine concessa da Style Magazine

Oggi è impossibile immaginare il cinema d’azione senza John Rambo. Eppure, il finale previsto inizialmente era molto diverso. Come nel romanzo di David Morrell, Rambo moriva alla fine della storia.

Fu Sylvester Stallone a convincere la produzione a cambiare quell’epilogo. Una decisione che avrebbe permesso al personaggio di tornare in numerosi sequel e di diventare una delle icone del cinema d’azione.

1408 (2007): tre finali per lo stesso film

1408
Immagine concessa da Irecommend

L’horror tratto da un racconto di Stephen King è uno dei casi più particolari. A seconda del Paese e dell’edizione home video, il film è stato distribuito con finali differenti. In una versione Mike Enslin sopravvive e ritrova un briciolo di serenità, in un’altra muore nell’incendio della stanza 1408 e continua a esistere come fantasma.

Una scelta insolita che ha dato vita a uno dei film con più finali alternativi degli ultimi anni.

A volte basta un finale per cambiare un film

Cambiare gli ultimi minuti di una storia può trasformare completamente il modo in cui la ricordiamo. Un finale più ottimista, uno più drammatico o semplicemente più ambiguo può modificare il destino dei personaggi e il messaggio lasciato al pubblico.

Ed è curioso pensare che alcune delle conclusioni più amate della storia del cinema siano nate proprio da ripensamenti dell’ultimo momento. Chissà quanti altri film sarebbero entrati nella leggenda se quei finali originali fossero rimasti al loro posto.

Fonti: Imdb, Wikipedia,

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