Arrival spiegato: dal mito di cassandra all’ipotesi di Sapir-Whorf

Arrival spiegato

Una linguista impara una lingua aliena e il suo cervello comincia a percepire il futuro come un piano già scritto. ma com’è possibile? il film di Denis Villeneuve si regge su due pilastri: una teoria scientifica vera chiamata ipotesi di Sapir-Whorf e un mito greco antico, quello di Cassandra, la sacerdotessa che vedeva ogni tragedia futura senza che nessuno le credesse.

Nel film capolavoro di Villeneuve, la dottoressa Louise Banks vive una condizione simile a quella di Cassandra, la sacerdotessa troiana che Apollo maledì a causa del suo rifiuto, portandola così a vedere ogni tragedia futura, senza venir mai creduta da nessuno. Quando predisse la caduta di Troia, ad esempio, i suoi concittadini la presero per pazza, portandola così a vedere il suo popolo perire senza poter fare nulla per cambiare le cose. Louise Banks, in Arrival, vede il futuro con chiarezza, ma a differenza di Cassandra non subisce questa condanna passivamente, al contrario, la trasforma in una scelta.

L’ipotesi di Sapir-Whorf e la lingua circolare

La capacità di Louise di vedere il futuro, per quanto possa spesso lasciar confusi, ha una spiegazione scientifica nel film. Gli alieni arrivati sulla Terra, chiamati eptapodi, comunicano attraverso logogrammi circolari, strutture chiuse dove l’inizio e la fine si toccano. La loro lingua manca di una direzione, e di conseguenza la loro percezione del tempo è completamente diversa dalla nostra. Noi umani usiamo frasi lineari con un soggetto, un verbo e un complemento, e questo ci costringe a pensare il tempo come una freccia che va dal passato al futuro. L’ipotesi di Sapir-Whorf, una teoria linguistica reale, sostiene proprio che la grammatica che usiamo plasma fisicamente il nostro cervello. Imparare una lingua nuova significherebbe dunque anche imparare un nuovo modo di pensare.

Arrival spiegato: dal mito di cassandra all'ipotesi di Sapir-Whorf

Il futuro che diventa causa del presente

Louise studia la lingua degli eptapodi giorno e notte, e il suo cervello subisce una mutazione, cominciando a processare il tempo come fanno loro, cioè come una sorta di paesaggio steso davanti ai suoi occhi dove ogni momento, passato presente e futuro, esiste simultaneamente. Nella scena del generale Shang, Louise usa una frase che scoprirà solo un anno e mezzo dopo, il generale stesso gliela rivelerà nel futuro, e quella frase diventa la causa che nel presente ferma una guerra globale. La catena di causa ed effetto in questo modo si inverte, e il futuro diventa necessario per risolvere il passato. Un mal di testa a suo modo molto sensato.

La scelta consapevole di vivere il dolore

Vedendo l’intera linea temporale della sua vita, Louise scopre che sua figlia morirà giovane a causa di una malattia incurabile. Sa anche che legandosi a Ian, il suo collega, andrà incontro a una vita segnata da quel dolore. Louise quindi, sceglie deliberatamente di percorrere quella strada, rifiutando la passività della maledizione di Cassandra. Decide di vivere ogni istante con sua figlia, sapendo già come finirà, perché il tempo già trascorso e quello da vivere hanno lo stesso valore. Villeneuve usa la linguistica, la fisica e il mito greco per porre una domanda che resta ancora aperta: se conoscessi ogni momento della tua vita, sceglieresti comunque di viverla fino in fondo?

Fonti:

Arrival (IMDb)

L’Ipotesti di Sapir-Whorf

Il Mito di Cassandra

Torna in alto