8 film che ti fanno venire voglia di dire “ti voglio bene” a qualcuno

8 film che ti fanno venire voglia di dire "ti voglio bene" a qualcuno

Quante volte, appena finito un film, avete preso il telefono quasi senza accorgervene per scrivere a qualcuno. Un messaggio a un amico che non sentite da tempo, una chiamata ai vostri genitori o anche solo un semplice “come stai?” rimasto in sospeso da troppo. Succede perché alcune storie fanno molto più che intrattenerci. Ci riportano alle persone che abbiamo accanto, a quelle che abbiamo perso per strada o a chi, semplicemente, diamo troppo spesso per scontato. A volte basta un dialogo, uno sguardo o un momento sullo schermo, capace di far riaffiorare qualcosa che credevamo nascosto.

la lista dell’importanza

I film di questa lista hanno tutti una cosa in comune. Quando finiscono, lasciano il desiderio di ricordare a qualcuno quanto sia importante. E, in un’epoca in cui comunichiamo continuamente ma ci diciamo sempre meno le cose che contano davvero, forse è uno dei regali più belli che il cinema possa fare.

About Time: il tempo ha valore solo se lo condividi

A prima vista sembra una commedia romantica con un pizzico di fantasia. Poi About Time cambia direzione e diventa un film sul tempo che passiamo con le persone che amiamo. Il cuore della storia è la relazione del protagonista con suo padre. Ogni scena tra loro parla di qualcosa che tutti, prima o poi, ci troviamo ad affrontare: il desiderio di fermare il tempo quando ci rendiamo conto che le persone che amiamo non saranno sempre accanto a noi. Per vari motivi, rimandiamo una telefonata, una visita o una cena convinti che ci sarà sempre un’altra occasione. About Time ricorda, con una delicatezza rara, che il tempo è il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno.

Immagine concessa da Universal Pictures

Big Fish: il film che cambia insieme a noi

Immagine concessa dal fotografo
Philippe Rousselot

Ci sono film che hanno un significato diverso a seconda dell’età in cui li guardiamo. Big Fish è uno di quelli. Da ragazzi sembra una favola piena di personaggi straordinari e avventure impossibili. Crescendo, però, ci si accorge che parla soprattutto del rapporto tra un padre e un figlio, di tutte quelle cose che spesso capiamo solo quando è ormai troppo tardi. Tim Burton costruisce una storia che alterna realtà e fantasia con una naturalezza sorprendente, ma il vero centro emotivo resta il bisogno di conoscere davvero chi ci ha cresciuti. Perché, a volte, dietro i racconti più incredibili si nascondono i sentimenti più sinceri.

È uno di quei film che fanno venire voglia di fare una domanda in più ai propri genitori, prima che certe risposte non possano più arrivare.

The Holdovers: la famiglia può nascere nei modi più inaspettati

Immagine concessa da Universal Pictures International Italy

A volte basta trascorrere il momento più difficile della propria vita con le persone giuste perché qualcosa cambi. The Holdovers racconta proprio questo: tre individui che, per ragioni diverse, si ritrovano soli durante le vacanze di Natale e finiscono per diventare il rifugio l’uno dell’altro. Il film racconta i legami attraverso piccoli gesti, battute, silenzi e incomprensioni. Ed è proprio questa semplicità a renderlo così autentico.

Alla fine resta la sensazione che la famiglia, quella vera, non sia sempre quella in cui nasciamo, ma anche quella che incontriamo lungo il cammino quando ne abbiamo più bisogno.

C’mon C’mon: ascoltare qualcuno è forse il gesto d’affetto più difficile

Immagine concessa da Robbie Ryan

Viviamo in un mondo in cui tutti parlano e pochi ascoltano davvero. C’mon C’mon parte da questa idea e costruisce una storia delicata, quasi sussurrata, sul rapporto tra uno zio e suo nipote. Joaquin Phoenix regala una delle interpretazioni più intime della sua carriera, lontana da ogni eccesso. Il film preferisce mostrare come un dialogo sincero, una passeggiata o un momento di silenzio condiviso possano creare un legame profondo tra due persone.

Guardandolo viene quasi spontaneo chiedersi quante volte ascoltiamo davvero chi abbiamo davanti e quante, invece, aspettiamo soltanto il nostro turno per parlare.

Perfect Days: ricordarsi che la felicità esiste già

Immagine concessa da Prime Video

Ci sono giornate che scorrono così in fretta da farci dimenticare quello che abbiamo intorno. Perfect Days sembra quasi un invito a rallentare. Il protagonista conduce una vita semplice, fatta di gesti che si ripetono ogni giorno: il lavoro, la musica, i libri, gli alberi e il caffè preso sempre nello stesso posto. Potrebbe sembrare monotonia, e invece diventa un modo diverso di guardare il mondo. Il film di Wim Wenders ricorda che la felicità a volte è già lì, nascosta nelle piccole abitudini, nelle persone che incontriamo ogni giorno e che finiamo per dare per scontate.

Quando finisce viene quasi voglia di mettere via il telefono, fare una passeggiata e dedicare un po’ di tempo a qualcuno senza avere fretta.

Past Lives: ci sono persone che non smettono mai di appartenerci

Immagine concessa da Tokofilmfestival

Tutti, almeno una volta, ci siamo chiesti come sarebbe andata se una scelta fosse stata diversa. Past Lives ruota attorno a questa domanda senza darci risposte facili. Parla di due persone che la vita ha portato lontano, ma che continuano a occupare uno spazio importante nei ricordi dell’altro. È una riflessione su quello che siamo diventati, sulle occasioni perdute e su quei legami che il tempo non cancella davvero.

È uno di quei film che finiscono in silenzio, lasciandoci il compito di fare pace con le nostre nostalgie. E, forse, anche di pensare a qualcuno che non sentiamo da anni.

Her: dietro la tecnologia c’è un enorme bisogno di essere capiti

A raccontato così potrebbe sembrare un film sul futuro o sull’intelligenza artificiale. In realtà Her parla di qualcosa di molto più semplice e universale: il desiderio di sentirsi ascoltati, compresi e amati. Spike Jonze costruisce una storia sorprendentemente intima, in cui la tecnologia diventa soltanto lo sfondo di una riflessione sulla solitudine e sulle relazioni. Più la storia va avanti, più ci si rende conto che il vero tema è la difficoltà che abbiamo nel mostrarci vulnerabili con le persone in carne e ossa.

È uno di quei film che fanno riflettere su quante conversazioni importanti rimandiamo ogni giorno.

Aftersun: quello che comprendiamo soltanto quando è troppo tardi

Immagine concessa da MUBI

Ci sono film che emozionano mentre li guardi e altri che iniziano davvero quando sono finiti. Aftersun appartiene alla seconda categoria. Racconta una vacanza tra un padre e una figlia, ma sotto la superficie si muove qualcosa di molto più profondo. Sono i piccoli gesti, gli sguardi, i silenzi e i dettagli apparentemente insignificanti a costruire un racconto che acquista significato scena dopo scena. È uno di quei film che ti tornano in mente nei giorni successivi, quando inizi a collegare tutti i pezzi. E in quel momento diventa quasi impossibile non pensare alle persone che hanno attraversato la nostra vita lasciando segni che abbiamo compreso soltanto con il passare del tempo.

Perché alcuni film ci ricordano quello che conta davvero

Forse nessuno di questi film vi farà davvero prendere il telefono appena scorrono i titoli di coda, oppure si o magari vi limiterete a pensare a una persona che non sentite da un po’, ad un genitore con cui dovreste passare più tempo, ad un amico che continuate a non vedere o a qualcuno che avreste semplicemente voglia di abbracciare. Se succede, significa che quelle storie hanno fatto qualcosa di raro, trovando un posto nella vostra vita.

Ed è forse questo il potere più bello del cinema. Per due ore ci porta lontano dalla realtà, ma alla fine riescono sempre a riportarci esattamente dove dovremmo essere: accanto alle persone che contano davvero. Perché un “ti voglio bene” detto oggi vale quasi sempre più di uno rimasto in sospeso.

Fonti: Wikipedia

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