Kojima a roma: i film di dario argento mi hanno cambiato la vita

Kojima a roma: i film di dario argento mi hanno cambiato la vita

Per Hideo Kojima c’è un prima e un dopo. E quel punto di svolta porta il nome di Dario Argento. Il creatore di Death Stranding è stato tra gli ospiti della dodicesima edizione de Il Cinema in Piazza, a Roma, dove ha condiviso il palco con Argento, Nicolas Winding Refn e Gaspar Noé. Più che una semplice conversazione, è stato un incontro tra autori che, pur lavorando con linguaggi diversi, testimoniano come il grande schermo continui a influenzare in modo profondo anche il mondo dei videogiochi.

Quella maglietta sotto la camicia

Profondo rosso di Dario Argento
Una scena tratta dal film Profondo rosso. Immagine concessa da cinetecadibologna

Kojima si è presentato all’appuntamento con una maglietta di Profondo Rosso sotto la camicia, un omaggio visivo che diceva già tutto prima ancora di prendere la parola. «Vedere i film di Argento al cinema mi ha cambiato la vita», ha raccontato il game designer. Un’influenza che non si ferma all’estetica o allo stile visivo, ma che ha lasciato il segno nel modo di costruire i personaggi, le loro psicologie e, soprattutto, le loro paure.

Parlando proprio di Death Stranding, Kojima ha ricordato come il protagonista Sam Porter Bridges sia affetto da afefobia, ovvero il terrore del contatto fisico con gli altri. Una fobia che diventa meccanica di gioco e colonna portante del racconto, nata anche dall’impatto emotivo che il cinema di Argento ha impresso su di lui nel corso degli anni.

Il grido di Argento per le sale chiuse

Durante l’incontro si è parlato inevitabilmente anche del cinema contemporaneo. Argento ha espresso una forte preoccupazione per le troppe sale che continuano a chiudere i battenti, definendo la situazione attuale senza mezzi termini come «spaventosa». «Bisogna riaprire i cinema, andarci e spingere questo bizzarro Governo a permettere alla gente di fare cinema», ha detto il regista rivolgendosi direttamente al pubblico di Roma.

Il maestro del brivido ha poi regalato un salto nel passato, ricordando come nacque il suo capolavoro assoluto: una sceneggiatura scritta in sole tre settimane, isolato in una villa abbandonata e completamente senza luce. All’epoca, per lui, era semplicemente un nuovo progetto da portare a termine. Solo il tempo lo avrebbe trasformato in uno dei film più importanti e influenti della sua intera carriera.

Quando lo schermo incontra il joypad

Immagine estratta dal videogame death-stranding
Il videogame Death_Stranding. Immagine concessa da Playstation

Alla fine della serata è rimasta impressa l’idea che il cinema lascia tracce ovunque, anche dove non penseremo mai di trovarle. Sentire uno come Kojima che ammette, senza giri di parole, quanto abbia imparato da Dario Argento è la prova che le buone idee non si fermano, ma attraversano le generazioni, passano da un Paese all’altro e saltano dallo schermo a un joypad senza perdere un briciolo della loro forza.

Per chi, come me, è cresciuto esplorando i mondi dei videogiochi e consumando l’horror italiano, un incontro del genere è semplicemente il massimo. Vedere due mondi così apparentemente distanti toccarsi sullo stesso palco è la conferma che il grande cinema sa nascondersi nei posti più impensabili.

Fonti: Wikipedia, Kojima ( instagram) , Multiplayer

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