A tre giorni dall’uscita del kolossal da 250 milioni di dollari di Christopher Nolan, uno studio londinese lancia un film interamente sintetico, girato in tre mesi di lavoro part-time per poche decine di migliaia di dollari. È la prova definitiva che il vero prodotto è il software che lo ha generato.
Martedì 14 luglio, a tre giorni dall’arrivo nelle sale di The Odyssey di Christopher Nolan, lo studio londinese Fountain 0 ha annunciato Odysseus: The Fall, un film di 135 minuti interamente generato con l’intelligenza artificiale. Il regista Ash Koosha lo ha girato in tre mesi di lavoro part-time, con un budget definito “mid-five figures” e speso principalmente in cloud computing e crediti token. La cifra esatta resta imprecisata, ma le stime circolanti parlano di circa 50.000 dollari. Il kolossal di Nolan ne è costato 250 milioni.
Con grande tempismo Fountain 0 ha costruito il proprio lancio interamente in funzione del calendario di un altro studio, senza alcuna affiliazione ufficiale. Il parassita ha scelto il suo ospite con precisione chirurgica, e adesso cavalca l’onda di attenzione generata dal blockbuster più atteso dell’anno, offrendosi come esperimento di confronto: la massima espressione della creazione umana da un lato, la collaborazione di un uomo solo con l’AI dall’altro.
Il vero prodotto è il software
La lettura più acuta della vicenda arriva da Kotaku, che ha definito il progetto “AI slop” e ha centrato il punto: Odysseus: The Fall è una demo tecnologica per vendere gli strumenti proprietari di Fountain 0, non è in nessun modo un’opera con un’urgenza o un fine narrativo proprio. Il film esiste per dimostrare cosa può fare il software dello studio, e il fatto che arrivi nello stesso identico momento del kolossal di Nolan costituisce l’intera strategia di marketing.
La produzione ha usato Kling AI per la generazione video principale, Google Nanobanana per le immagini e i frame chiave, Claude AI per l’editing testuale, Google Gemini per la ricerca e una tecnologia proprietaria di Fountain 0 per il blocking degli attori e il world modeling. La sceneggiatura, unico elemento interamente umano, è stata scritta senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Il casting sintetico ha coinvolto dodici persone reali che hanno concesso la licenza della propria immagine: un’attrice professionista, alcuni modelli, persone senza legami con l’industria dello spettacolo e lo stesso produttore Tom Rogers, fondatore di CNBC. Guadagnano sugli incassi del backend del film, in un modello che Fountain 0 presenta come “democratizzazione” del filmmaking.
Koosha, nato in Iran e fuggito con il fratello Pooya nel 2009, aveva già realizzato Dreams of Violets, film sulla resistenza iraniana costato 2.000 dollari e presentato al Tribeca Film Festival, primo film interamente generato da AI proiettato in un grande festival. Odysseus: The Fall è il passo successivo: un lungometraggio distribuito direttamente sul sito di Fountain 0 al prezzo di 9,99 dollari, senza passare dalle sale né dalle piattaforme streaming.
Le reazioni: tra “slop” e sindacati
La critica ha reagito con durezza. Euronews titola apertamente “AI slop” e riporta le reazioni dei social, che definiscono il progetto “spudorato e cinico” nel tempismo. Kotaku nota l’incoerenza visiva del protagonista, che cambia volto da un momento all’altro, e le scene di corsa e interazione tra personaggi definite “sciatte”.
Sul fronte sindacale, la direttrice esecutiva di ACTRA, Marie Kelly, ha definito l’uscita del trailer “un campanello d’allarme per chiunque creda nello storytelling umano”, aggiungendo che nell’industria non c’è spazio per sostituire i performer con sintetici. SAG-AFTRA, il sindacato americano, ha già criticato duramente il caso Tilly Norwood per “svalutazione dell’artigianato umano”, in un contesto collegato ma distinto che allarga il dibattito.
Esiste una voce più equilibrata: la docente Austin-Smith, citata da CBC, sostiene che l’AI nel filmmaking è uno strumento legittimo e prenderebbe in considerazione di mostrare il film ai suoi studenti se usato con visione creativa reale, avvertendo però che pensare che basti “un prompt” produce solo “spazzatura”. Koosha stesso, intervistato da CBC, si dice non scoraggiato: definisce le critiche “assolutamente valide” e un’occasione per capire cosa il pubblico odia di più.
Nolan e lo slop

Proprio nei giorni scorsi Nolan ha parlato pubblicamente di AI slop, dichiarandosi fiducioso che le nuove generazioni continueranno a rifiutarlo. I suoi quattro figli, ha detto, hanno reazioni “immediate e dure” verso questi contenuti, perché sono cresciuti in un mondo online che conoscono bene e lo riconoscono subito. Il regista del film “vero” liquida pubblicamente proprio l’estetica che Fountain 0 sta cavalcando per farsi pubblicità , e il dialogo involontario tra i due è il contrappunto perfetto di questa storia.
Il 17 luglio, mentre The Odyssey riempirà le sale IMAX, Odysseus: The Fall sarà disponibile in streaming a noleggio sul sito di Fountain 0. Due Odissee, due idee opposte di cinema, due modelli economici incomparabili. La prima ha richiesto anni di lavoro, centinaia di persone sul set, set fisici in quattro continenti. La seconda è stata girata in tre mesi di lavoro part-time da un uomo solo davanti a un computer. Il pubblico sceglierà quale guardare. Fountain 0 ha già ottenuto ciò che voleva: attenzione. E l’attenzione, nel 2026, è l’unico prodotto che conta.
Fonti:
AI-Generated ‘Odyssey’ Movie Adaptation Coming From ‘Dreams of Violets’ Director (Variety)
A tale of two Odysseys: Nolan’s blockbuster gets AI-generated competition (CBC News)
Homer Epic ‘The Odyssey’ Gets A Full-Length AI-Generated Film (Forbes)


