L’autopsia del gigante: come Benny Safdie ha distrutto The Rock in The Smashing Machine (e perché Nolan ha ragione).

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Benny Safdie decide di impugnare il rasoio per recidere il simbolo più riconosciuto del mondo hollywoodiano. Dwayne Johnson perde le sue iconiche sopracciglia per mostrare il terrore allo stato puro. Il risultato è assolutamente inaspettato: Johnson consegna il ritratto di un uomo schiacciato dal peso delle proprie vittorie.

L’anatomia della caduta inizia nel momento esatto in cui il volto dell’attore viene alterato. Il debutto solista di Benny Safdie, ormai separato dal fratello Josh (Marty Supreme), disseziona la vera storia di Mark Kerr, pioniere delle arti marziali miste, un predatore dominante negli anni Novanta, distrutto dalla dipendenza da antidolorifici. Kerr era la Smashing Machine, il trituratore di avversari e record, finché gli ingranaggi con cui distruggeva gli avversari non hanno iniziato a macinare la sua stessa carne.

Il sabotaggio del biopic

L'autopsia del gigante: come Benny Safdie ha distrutto The Rock in The Smashing Machine (e perché Nolan ha ragione).
(Shotdeck)

L’opera prende l’omonimo documentario di John Hyams del 2002 e lo destruttura completamente. Safdie rifiuta la cronologia lineare tipica del dramma sportivo costruendo un mosaico emotivo e frammentato, che si sofferma su dettagli all’apparenza microscopici ma capaci di illuminare l’intera psiche del lottatore. Il regista opta per l’ambiguità morale totale, preferendo l’osservazione clinica e distaccata alla classica retorica del riscatto. L’obiettivo consiste nell’esporre tutte le fragilità dell’atleta.

La distruzione dell’eroe invincibile

La performance di Johnson disintegra il suo consueto repertorio infantile e family friendly. Abbandona i sorrisi rassicuranti e le armature da eroe dei blockbuster, l’attore proietta sul grande schermo una vulnerabilità assoluta e mai vista nella sua carriera. Christopher Nolan, durante una proiezione esclusiva alla Directors Guild of America, ha definito questa interpretazione “straziante”, pronosticando una sicura candidatura per l’imminente stagione dei premi. Il gigante possedeva un reale talento drammatico, serviva semplicemente un vero autore capace di estrarlo con la forza.

Il ring domestico

L'autopsia del gigante: come Benny Safdie ha distrutto The Rock in The Smashing Machine (e perché Nolan ha ragione).
(Shotdeck)

La sceneggiatura sposta il vero baricentro della violenza all’interno delle mura domestiche. In questo senso il film sembra un autentico Toro Scatenato contemporaneo, in cui il rapporto tra Kerr e la compagna Dawn Staples, interpretata da Emily Blunt, appare come un campo minato di tenerezze e detonazioni improvvise. Le liti scoppiano per la potatura di un cactus e degenerano in scontri verbali feroci. La macchina da presa di Safdie osserva le dinamiche relazionali con la stessa freddezza chirurgica riservata ai combattimenti nell’ottagono. Kerr e Dawn si amano e si distruggono simultaneamente.

Il futuro dell’anarchia

L'autopsia del gigante: come Benny Safdie ha distrutto The Rock in The Smashing Machine (e perché Nolan ha ragione).
(Shotedeck)

Questo titolo inaugura una fase radicale per la carriera solista di Safdie, portando sullo schermo una nuova collaborazione artistica estremamente inaspettata. Il prossimo progetto confermato è l’adattamento di Lizard Music di Daniel Pinkwater, sempre con Johnson protagonista sotto l’egida di A24. Il regista ha sabotato dall’interno il genere biografico sportivo. Il suo protagonista rinuncia alla redenzione catartica per limitarsi a restare in piedi, e questo basta per definire il successo dell’operazione.

Fonti:

The Smashing Machine (IMDb)

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