Nel 2011, Nicolas Winding Refn ha preso un noir minimalista e lo ha trasformato in uno dei film più influenti del decennio. Se il Driver interpretato da Ryan Gosling è diventato un’icona quasi immediata, il merito va oltre la colonna sonora synthwave o alle immagini al neon che hanno segnato un’intera estetica. C’è un altro elemento che continua a essere associato al film ancora oggi: il giubbotto di raso bianco con lo scorpione dorato ricamato sulla schiena. Un semplice costume di scena, almeno in apparenza, ma che in realtà è uno degli oggetti più riconoscibili del cinema contemporaneo.
L’ossessione di Ryan Gosling
La storia dietro quel capo è affascinante quanto il film stesso. La giacca venne progettata appositamente durante la preparazione del film, quando Ryan Gosling e Nicolas Winding Refn iniziarono a definire l’aspetto del Driver. L’idea era creare un elemento distintivo che accompagnasse il personaggio per tutta la storia e ne riflettesse il carattere.
Una specie di armatura moderna, capace di esprimere il contrasto che attraversa il personaggio… elegante e controllato all’esterno, imprevedibile e pericoloso sotto la superficie.
Il richiamo allo scorpione: dai Kiss a Kenneth Anger
Per costruire quell’immagine, la produzione ha guardato a riferimenti molto diversi tra loro. Tra le fonti più citate c’è Scorpio Rising (1963) di Kenneth Anger, film di culto che ha influenzato generazioni di artisti grazie al suo immaginario ribelle e provocatorio.
A questo si sono aggiunti elementi presi dalle giacche souvenir americane degli anni Cinquanta e persino dall’estetica spettacolare dei Kiss. Da questo incontro è nato un capo che riesce a essere allo stesso tempo elegante, kitsch e inquietante. Lo scorpione ricamato sulla schiena diventa così una sorta di firma visiva. Un simbolo che accompagna il protagonista e che finisce per raccontare molto del suo carattere, spesso più dei dialoghi.
Dai pixel di GTA V al meme “Letteralmente io”

Con il passare degli anni, quella giacca ha smesso di appartenere soltanto a Drive. La sua influenza è comparsa in videogiochi, opere derivate e riferimenti sparsi nella cultura pop contemporanea. Molti appassionati hanno notato richiami evidenti nelle atmosfere di Hotline Miami, mentre citazioni e omaggi compaiono anche nell’universo di GTA V e nel picchiaduro indie Sifu.
Anche online il Driver è diventato una figura simbolica. Gran parte dell’immaginario legato ai meme “literally me” (letteralmente io) associati a Ryan Gosling nasce proprio dalla combinazione tra il suo sguardo impassibile, il silenzio del personaggio e quell’inconfondibile giubbotto bianco. Nel frattempo, il mercato delle repliche continua a prosperare: su Etsy e in numerosi forum specializzati è un fiorire di riproduzioni artigianali per i collezionisti più esigenti.
Il tormentone di una costumista
A raccontare la longevità di questo fenomeno è anche Erin Benach, la costumista del film. In un’intervista rilasciata a GQ ha spiegato che, a distanza di anni dall’uscita di Drive, la giacca con lo scorpione resta ancora l’argomento su cui riceve più domande in assoluto da parte dei fan. Un risultato curioso, soprattutto considerando una carriera che comprende produzioni importanti e molto diverse tra loro, da Come un tuono a Birds of Prey fino a A Star Is Born.
Forse è proprio questo il destino dei grandi costumi cinematografici, quello di smettere di essere semplici vestiti e trasformarsi in simboli. A più di dieci anni dall’uscita del film, basta ancora intravedere quel profilo dorato su fondo bianco per pensare immediatamente al Driver e alle strade illuminate al neon della Los Angeles di Nicolas Winding Refn.
Dove vedere Drive in streaming
Se non hai mai recuperato il film, oppure vuoi rivederlo dopo aver scoperto la storia della sua giacca iconica, oggi in Italia è disponibile su diverse piattaforme:
Netflix – incluso nell’abbonamento.
Prime Video – noleggio e acquisto digitale.
Apple TV – noleggio e acquisto in HD.
Google TV – disponibile in formato digitale.
La prossima volta che guarderete Drive, provate ad osservare quella giacca scena dopo scena. Vi accorgerete che racconta il protagonista molto più di quanto lui racconti se stesso.


