Donnie Darko, il coniglio e la fisica degli universi che si accavallano

Donnie Darko

Quando un wormhole si apre sulla tua camera da letto e l’unico modo per chiuderlo è farsi schiacciare da un motore di un aereo, la fisica diventa una questione molto personale. Ecco la spiegazione di donnie darko, il film cult che ha unito Einstein, paradossi temporali e un coniglio gigante.

Per capire cosa succede in Donnie Darko bisogna partire da un’idea che la fisica teorica prende molto sul serio: i ponti di Einstein-Rosen, che tutti chiamano comunemente wormhole. Si tratta di cunicoli che mettono in comunicazione due punti distanti dello spaziotempo, un po’ come se piegassi un foglio e lo bucassi con una matita per unire due punti lontanissimi senza dover percorrere tutta la superficie.

La relatività generale, inoltre, non vieta che strutture del genere esistano, anche se nessuno le ha mai osservate direttamente. Nel film, un wormhole si apre improvvisamente sopra Middlesex e da quel varco precipita un motore d’aereo che viaggia a ritroso nel tempo di ventotto giorni. Da qui comincia Donnie Darko, uno dei film più complessi mai visti.

Partiamo proprio da quell’oggetto, perché il suo passaggio, che il libro di Roberta Sparrow chiama “artefatto”, non è un episodio innocuo, anzi. L’intrusione della materia attraverso il wormhole genera infatti un universo tangente, una realtà parallela altamente instabile. Il problema di un universo del genere è che può sopravvivere soltanto per poche settimane, al termine delle quali collassa su se stesso in un buco nero che risucchia anche l’universo primario (quello vero), distruggendo ogni cosa.

I molti mondi di Everett e il paradosso

La meccanica quantistica offre una chiave perfetta per interpretare quello che accade dopo. Secondo l’interpretazione dei Molti Mondi formulata da Hugh Everett, ogni evento che prevede più esiti possibili li realizza tutti, dando vita ad altrettanti universi paralleli che si diramano come i rami di un albero infinito (come in Loki per intenderci). Il film prende questa idea e la trasforma nella base di tutta la storia, dove l’universo tangente e l’universo primario sono due diramazioni nate da un unico evento, due versioni della stessa realtà che coesistono fino a quando una delle due non collassa. In una storia Donnie muore schiacciato dal motore, mentre nell’altra sopravvive e vive quei 28 giorni.

Questo e esattamente ciò che l’interpretazione di Everett descrive. Il motore piovuto dal futuro è un oggetto che non dovrebbe trovarsi lì, e la sua presenza incrina la coerenza della trama spazio-temporale. Quando un paradosso del genere si verifica, l’universo reagisce come un sistema operativo che trova un file corrotto, tentando di ripristinare l’integrità generando un secondo paradosso che annulli il primo.

Donnie Darko, il coniglio e la fisica degli universi che si accavallano
Donnie Darko. Crediti dell’immagine: Comingsoon.it

La trappola del coniglio e il sacrificio del ricevitore

Qui entra in scena Frank, la figura mascherata da coniglio che guida Donnie attraverso una serie di eventi culminanti proprio con la morte dello stesso Frank. Nel linguaggio del libro, Frank è un “morto manipolato“, una persona che ha perso la vita all’interno dell’universo tangente e che ora può contattare Donnie attraverso la quarta dimensione. Il suo compito è spingere il ragazzo, il “ricevitore vivente”, a generare il paradosso che serve a richiudere il wormhole.

Donnie all’inizio non sa nulla di tutto questo, ma poi recupera il libro di Nonna Morte, legge i capitoli sull’universo tangente e capisce finalmente qual è il suo ruolo. Il ricevitore vivente ha un potere molto particolare: può usare l’artefatto per manipolare il tempo e restituirlo all’universo primario prima che il buco nero collassi. Quando Gretchen, (portata a lui dal cosmo per poi togliergliela, in modo tale da dargli la forza per sacrificarsi), viene travolta e lui spara a Frank, la matassa si dipana in un istante. Donnie comprende che tutto ciò che ha vissuto in quei 28 giorni è esistito solo grazie a quella deviazione temporale, e che per preservarlo deve cancellarlo. Torna a casa, si distende sul letto e accoglie il motore con un sorriso.

L’ironia dell’universo

La gente di Middlesex si sveglia senza ricordare nulla. L’umanità intera ignora di essere stata a un passo dalla fine, e che il destino del cosmo è stato appeso a un adolescente problematico, a un coniglio allucinatorio e a una turbina vagante. Fa quasi sorridere, con un retrogusto amaro, rendersi conto che la fisica teorica realmente potrebbe aver bisogno, a volte, anche del sacrificio di un ragazzo per far quadrare i conti.

Fonti per approfondire gli argomenti citati:

La teoria del multiverso spiegata bene (e perché ti riguarda), Elia Meleleo, pubblicato su Passioneastronomia.it

Physicists explore the reality of time travel in ‘Donnie Darko’

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